Il convento di sant'Antonio a Polla

Descrizione

Nel convento di Polla l'architettura è quasi nulla, eccettuato il largo portico della chiesa. Ma il suo interno interamente ricoperto di tele ed affreschi bellissimi, è un vero museo di pittura di buon'epoca dell'arte'. Così scriveva nel 1930 Antonio Sacco nella sua monumentale opera 'La Certosa di Padula'.
Ed è proprio così: chi entra in Sant'Antonio rimane abbagliato in contemplazione delle quaranta tele dipinte nel 1666 dal Ragolìa per il soffitto e disposte in tre file parallele sull'asse maggiore della navata con al centro la tela dalla cornice più ricca su cui ritrasse l'Immacolata;
il pittore attinse certamente personaggi e volti dalla realtà che lo circondava. Così nella Natività di Maria vediamo che la levatrice intenta a lavare la neonata, è proprio una popolana che indossa il costume pollese dall'ampia gonnella blu.
Ma anche nel ritratto di Salomè e, nel parallelo dipinto del lato opposto, nel sembiante di Giuditta che regge la picca con la testa di Oloferne, sono da ravvisare gli incarnati con acconciature spagnolesche di qualche fiorente giovane del tempo.
Sulla stessa testa di Oloferne non è improbabile che il Ragolìa abbia fissato tratti del proprio volto che troviamo ripetuti nell'adiacente quadro centrale sotto il sembiante dell'Eterno che crea la luce sul mondo.
L'intonazione complessiva dei dipinti è di impronta caravaggesca mediata dalla fortuna che la sua arte godeva da alcuni decenni nella Napoli fertile di artisti.

    Il convento di sant'Antonio a Polla

    Il convento di sant'Antonio a Polla

    Convento di Sant'Antonio
    Polla
    Cilento
    84035

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